mercoledì 17 luglio 2013

Da "FuoriAsse" n. 8: dichiarazione d'intenti


Come dicevo nel post precedente, dal n. 8 di "FuoriAsse", la ricca rivista culturale di Cooperativa Letteraria, mi è stata affidata la cura della sezione delle recensioni. Quello che segue è il pistolotto, forse un tantino retorico e generico, ma sostanzialmente sincero, che ho scritto come introduzione.

Ci sono libri che, per così dire, invitano a una recensione – libri cioè che non basta leggere, perché le riflessioni e le emozioni che hanno suscitato in noi lettori sono talmente nette da reclamare una trascrizione in forma di recensione. Non parlo dei libri che invadono oggi le vetrine o gli scaffali più in vista delle librerie; bisogna cercarli, volerli, quelli che intendo, ma ci sono, e non sono nemmeno nascosti. Di questi libri vorremmo parlare qui – anzi, con questi libri vorremmo parlare, se immaginiamo la recensione come la battuta di un dialogo tra il lettore (curioso, bendisposto, in possesso di qualche utile strumento di analisi) e l’autore. Questi ha invitato il lettore a scoprire qualcosa di nuovo, o a riscoprire, rivestito di parole nuove, qualcosa che già si sapeva; e quello, il lettore, ha riposto all’invito, e rilancia rivelando a sua volta all’autore qualcosa che non era nei suoi piani. È un dialogo fecondo, rispettoso e sorridente, anche non convenzionale, quello che immagino in questa rubrica, non, che so, un farsi le pulci, un togliersi soddisfazioni o sassolini (scegliete voi la frase fatta che meno vi dispiace). Insomma, non farò altro, nel curare questa sezione, che proseguire nello stile e secondo le intenzioni degli amici di Cooperativa Letteraria. Ne approfitto per ringraziarli di aver pensato a me, lettore furioso e non sempre metodico, per questo compito, che affronto non senza arrossire.

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