mercoledì 13 novembre 2013

Sintonie: Marta Raviglia, "Knight and His Armour"



Con “The Knight and His Armour” (Monk records, 2013) Marta Raviglia ha voluto fare il punto sulle molteplici strade che ha percorso in questi anni: e lo ha fatto in un album riassuntivo ma non secondario, pieno di idee intriganti e non inutili, godibile dall’inizio alla fine ma anche pervaso da una sorta di malinconia – la stessa che ci coglie quando salutiamo amici con cui abbiamo condiviso momenti importanti ma da cui a poco a poco ci siamo distaccati. Certo, è chiara l’intenzione di tirare le somme per prendere respiro e ripartire verso direzioni nuove, di cui per ora non sappiamo poco o nulla. Lo si capisce avvertendo la compressione del suono, quel sentore di modernariato che promana dalla registrazione vecchio stile e dalle scelte timbriche – in particolare, direi, dalle tastiere molto anni settanta suonate da Simone Barzella. Ecco allora canzoni strutturate e destrutturate, tirate improvvisative assai sperimentali, agganci tra generi, filastrocche, abbandoni lirici, sarcasmi, voci e versi. C’è tutta la Raviglia eclettica che abbiamo amato e inseguito in questi anni, nei molteplici progetti in cui la sua voce introduceva un tocco di ricerca subito riconoscibile – qui la sentiamo colta in un momento di ripensamento e anche di impazienza, decisa a riprendere il cammino verso zone non ancora esplorate.


Marta Raviglia, voce/ live electronics
Simone Sbarzella, piano/ keys/ live electronics
Roberto Raciti, contrabbasso
Giacomo Ancillotto, chitarra
Claudio Sbrolli, batteria
Marco Esposito, chitarra, voce
Grazia Stella, sax soprano

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