domenica 7 agosto 2011

"Rapsodia su un solo tema": la recensione su "Bottega Scripta Manent"

Riprendo, dalla lunga e articolata analisi che di recente Giovanna Maria Russo ha dedicato al mio "Rapsodia su un solo tema" su http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=1163&idedizione=58, la parte finale.

La vicenda personale del musicista piegata a un “diverso” totalitarismo
Rafail Dvoinikov è il musicista che si è dovuto piegare per necessità a un modello politico, sociale, al di sopra delle proprie capacità di sopravvivenza; che ha dovuto impiegare il proprio talento allo scopo di compiacere altri pur nella consapevolezza di ricadere nella mediocrità, nell’appiattimento.
Questo è il copione di un ruolo che accomuna il maestro e il discepolo in un percorso di vita spesso condizionato da forze superiori; è la vicenda che segna, a distanza di decenni, anche il percorso di Ethan, promettente compositore che per fare spazio alla sua dote nello scenario editoriale del suo tempo è costretto a realizzare progetti altrui, talvolta non edificanti, talvolta non aderenti alle sue necessità espressive, ma necessari per consentirgli di far parte di un panorama musicale cui tenta di stare al passo.
Anche Ethan sebbene certo in circostanze del tutto diverse, è costretto come il maestro russo a mettere la propria arte musicale ai servigi di un committente; la produttrice per cui lavora infatti gli chiede di comporre e lavorare al fianco di Dj Kosmo, guru della musica techno. Ethan non comprende questo frammento del mercato musicale, non lo apprezza, ma accetta l’incarico.
Qui emerge il fastidioso e ingombrante potere del mercato, capace di mettere in secondo piano la creatività e l’arte; è una forma di “totalitarismo” diversa, certo, ma che talvolta non lascia spazio alla pura e incontaminata espressione di cui il compositore vive. È la vicenda di Prescott, raccontata nelle pagine di diario che accompagnano le interviste e che lo legano a un percorso per diversi aspetti quasi parallelo al suo maestro.

La protagonista è la musica
Nell’avvicinarsi a questo romanzo il lettore potrà essere attratto inizialmente dalle vicende del compositore russo Rafail Dvoinikov, oppure farsi trasportare dalle riflessioni che accompagnano il giovane Ethan nei suoi frequenti viaggi tra Philadelphia e Mosca. Potrà ancora essere portato a riflettere sulla brutalità che ha caratterizzato la storia del Novecento oppure farsi coinvolgere dalle vicende personali dell’artista, compositore che si scontra con un’ambivalente realtà musicale e personale.
Ma di certo, quando avrà chiuso tra le mani il libro, finita di leggere la Postfazione, capirà di avere letto un’“unica storia”; la storia dei musicisti, di ieri e di oggi, che si raccontano e che nel farlo, raccontano una passione, un mondo, che è quello della musica che si scontra, si fonde, si nasconde “dietro le quinte” della realtà.

Giovanna Maria Russo
(www.bottegascriptamanent.it, anno V, n. 48, agosto 2011)

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