lunedì 26 settembre 2011

"Il sangue del tiranno": la recensione di Stefania Celesia su "Gazzetta Matin"

Oggi, 26 settembre 2011, nella rubrica “Fruscio di pagine”, che periodicamente compare tra le pagine culturali del settimanale valdostano “Gazzetta Matin”, Stefania Celesia dedica al mio “Il sangue del tiranno”alcune osservazioni garbate e acute.
“La poliedricità di Claudio Morandini scrittore è la capacità di appoggiare parole in un mosaico di generi diversi senza perdere la propria identità” scrive Stefania Celesia. In un ateneo “decadente, cupo, malsano e invischiante come i suoi personaggi e la vicenda che lo anima” avvengono “sparizioni e inquietanti riapparizioni, segreti, indagini, morti, un ispettore, un vecchio rettore tiranno e personaggi che manifestano l’anima attraverso il corpo: è infatti l’alito del professor Calandrone a rivelarne il tormento interiore così come la psoriasi ne tradisce lo stato di agitazione perenne. Un noir rivisitato dove non manca la denuncia sociale ma dove, ancora una volta, al centro della sua analisi l’autore mette le pulsioni, quelle più morbose dell’animo umano e la vicenda diventa potente struttura, sottosuolo, microcosmo, impietoso specchio della decadenza delle anime e della svalutazione delle menti. Il finale rimane aperto. Non è un cerchio. Non rassicura. Lo stile è incalzante, agile e brillante. Sconfina nell’ironia e nell’assurdo e magistralmente si ferma sulla soglia del teatro. La sfiora ma non la oltrepassa. Si tinge di grottesco, inquieta il giusto e porta con sé il pesante respiro del reale.”

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