martedì 3 marzo 2015

Ascolti: Ermes Pirlo, "Bellow's Training"


Suona compatto come un quartetto d’archi l’accordion di Ermes Pirlo in “Bellow’s Training”, da poco pubblicato dall’etichetta nBn Music. Lo assecondano in discreta complicità il basso elettrico di Paolo Biasi e, più incalzante, a volte si direbbe impaziente, la batteria di Emanuele Maniscalco. Il timbro dell’accordion è affascinante e insidioso: affascinante perché i limiti dello strumento diventano, nelle mani del virtuoso, vincoli da aggirare, punti da forzare, scommesse da vincere; insidioso perché c’è il rischio che per convenzione si senta riverberare nel suono dell’accordion un’atmosfera da musica da ballo o una retorica jazzistica di marca magari gallianiana o piazzolliana. Ermes Pirlo, come dicevamo, supera questi ostacoli lavorando su reminiscenze colte, su certa letteratura quartettistica (in particolare šostakoviana, si direbbe) e a momenti organistica (sentite “Baal”), e rinuncia alla cantabilità (e spesso alla danzabilità) a vantaggio dello spessore armonico, indugiando su lunghi accordi tenuti, o su brevi sequenze accordali iterate. Il risultato è un amalgama saporito e insieme poco conciliante, per niente rétro, in equilibrio tra i generi e le scuole e insieme percorso da inquietudini, tensioni e scatti d’umore molto contemporanei.

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