giovedì 18 ottobre 2012

"A gran giornate": l'articolo di Paolo Morelli su "Il Manifesto"


Su "Il Manifesto" di oggi, a pag. 12, in un ampio e suggestivo articolo dal titolo "Viaggi trasognati verso l'inevitabile", Paolo Morelli (tra i suoi libri "Vademecum per perdersi in montagna" e "Il trasloco", entrambi nottetempo, e "Caccia al Cristo", DeriveApprodi) scava tra le pagine del mio "A gran giornate". Riporto un paio di frasi dalla sezione centrale, invitandovi a leggere il resto su http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121018/manip2pg/11/manip2pz/330327/.


Tutti “nomi parlanti” come si vede, di quelli che rendono pressoché superflua ogni introspezione, e tutti esseri umani già passati, scaduti, abbacinati e nemmeno più stupefatti, lievemente febbricitanti, con qualche guasto lieve o lieve slittamento di senso a cui sono indifferenti più che rassegnati, e un destino che pure lui appare segnato e scaduto, un destino baro ma camuffato da contingente e necessario, da logico addirittura, che li fa incontrare per l’ultimo tratto di strada.
Pare che una leve distonia sia stata sufficiente e candidarli, il mutamento sembra ci sia stato già prima che siano stati chiamati a raccolta, la cesura, il salto di continuità che conferma la decisione, la banda dispersa si ritrova verso una direzione che fa finta di essere sconosciuta. Sbandati e capricciosi come fili di una trama già scritta, i sodali occasionali si avviano dove non ci si può perdere perché ci si è già persi prima, da qualche parte che non ci è dato sapere. Sembra di stare in un bislacco e accurato disegno buzzatiano, con dentro un essenziale percorso calviniano, e qualche deviazione slapstick del primo Celati. Ci stupiamo di leggere o di riconoscere qualcosa che ci pare di aver sempre letto o sognato, o forse meglio che avvertiamo come un presagio che solo alla scrittura possiamo confessare di avere.
(Il "Concerto dell'uovo" attribuito a Bosch illustra l'articolo di Paolo Morelli su "Il Manifesto")

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