mercoledì 24 ottobre 2012

SHE LIVES (da "Letteratitudine"): l'intervista a Fabiana Piersanti (1)

1 – Fabiana, com’è nato il progetto?
Il progetto è nato quasi per caso. Qualche mese fa mi è stata data la possibilità di organizzare un evento all’interno del “NIGHT ITALIA Ark Festival”, che si svolgerà a Roma dal 15 al 17 novembre nella cripta della Chiesa Santa Lucia del Gonfalone, a cura dell’artista Marco Fioramanti.
Ho subito pensato a un concerto di opere di compositori viventi: amo la musica classica e da qualche anno, in particolare, il mio interesse si rivolge soprattutto alla musica del nostro tempo, quella cosiddetta ‘contemporanea’, anche se non ho molta simpatia per questo aggettivo, perché porta seco degli equivoci esiziali quando viene accostato alla musica - mi riferisco più che altro all’accezione che ha assunto, principalmente dalla seconda metà del Novecento, di ‘inintelligibile’. Questa passione mi ha spinto negli ultimi anni a cercare di entrare in contatto con i compositori che man mano scoprivo, instaurando, con alcuni di essi, amicizie di cui sono molto lusingata.Ben presto, grazie al suggerimento di Joel Tilanti di Iminds Group e all’incondizionata fiducia che mi ha rivolto Giuseppe Di Martino, proprietario del Pastificio dei Campi, che a occhi chiusi ha deciso di sponsorizzare l’iniziativa, l’idea di base ha cominciato a sconfinare in un proposito di più largo respiro: perché non cogliere l’occasione per configurare un progetto in grado di replicare questa esperienza? Mi sono rimaste impresse le parole che Di Martino mi ha detto durante la nostra prima conversazione: “Io ti dico sì, sulla fiducia, perché l’idea mi piace – e allora c’era davvero solo una vaga idea di cosa sarebbe stato –, e poi credo che la persona che sa gradire una pasta fatta in un certo modo è la stessa persona che sa apprezzare la buona musica”. Cos’altro aggiungere? Che di imprenditori così illuminati dovrebbero essercene di più, sì.Dopo quell’iniziale slancio il progetto ha continuato a crescere e si è arricchito di nuove preziose collaborazioni: quella con il M° Andrea Ceraso, per esempio, persona di raffinato gusto estetico e direttore musicale del progetto, nonché direttore dell’Ensemble Miroirs, che collaborerà stabilmente con SHE LIVES; e quella con Francesco Gorio, persona deliziosa e piena di entusiasmo, titolare della società MKT Musikit, che da più di vent’anni si occupa di Editoria Musicale ed è presente nei più importanti appuntamenti fieristici del settore in tutto il mondo, contribuendo in modo significativo a far conoscere i compositori dei nostri giorni.
Ensemble Miroirs
2 - È corretto leggervi un intento pedagogico?
È corretto, ma a questo punto occorre una precisazione: il mio è un punto di vista profano, da semplice amante della musica: a parte qualche anno di studio del pianoforte, molti anni fa, la mia educazione musicale non è accademica, ma totalmente empirica. Proprio questo aspetto, mi dicono invece molti ‘tecnici’, potrebbe costituire il punto di maggior forza del progetto.
Frequentando da anni sale da concerto, compositori e musicisti, ho potuto verificare che a volte sono le stesse istituzioni musicali – non tutte, ovviamente – ad avere una sorta di pregiudizio, non tanto nei confronti della musica contemporanea, quanto della voglia del pubblico a interessarsene.
Quello che invece io mi chiedo è: com’è possibile che un amante della musica possa non essere interessato ai suoni del proprio tempo? Sono convinta che il punto cruciale della questione risieda nel modo in cui qualcosa viene proposto: spesso ho avuto l’impressione che la presentazione di un’opera contemporanea contenesse in sé quasi una richiesta di scuse: mi riferisco, per esempio, alla formula che spesso viene usata di inserire l’opera contemporanea fra due del repertorio classico – mai alla fine, altrimenti la gente se ne va prima – quando questo non è giustificato da un intento di natura comparativa. Questo atteggiamento ha contribuito a creare un circolo vizioso: l’istituzione tende a non inserire musica contemporanea – o a farlo con molta cautela – nella propria stagione concertistica perché crede che il pubblico non la gradisca, e il pubblico effettivamente tende a prediligere il repertorio classico perché ha poche possibilità di adeguare il proprio gusto al linguaggio musicale del proprio tempo. Il M° Maurizio Pollini, fra gli altri, da anni non fa che ribadire questo concetto. L’incontro con il suo pensiero è stato per me determinante, in questo senso. Ecco, noi crediamo che questo circolo vizioso debba essere interrotto.

3 – Che cosa accomuna i compositori e i musicisti coinvolti?
La prima cosa che li accomuna in questa esperienza è la libertà di esprimersi in un contesto immune da influenze politico-culturali e svincolato dalle logiche che regolano i luoghi di consumo massificato. SHE LIVES si propone come uno spazio di incontro in cui il suggerimento parta dagli artisti, in modo che siano stimolati a interagire fra di loro non in termini di una concorrenziale visibilità nelle poche vetrine disponibili, bensì di un comune spirito di costruttiva condivisione. Ma questo è un movimento che SHE LIVES ha solamente intercettato, e lo dimostra il fatto che alcuni dei compositori e dei musicisti coinvolti, pur provenendo da esperienze anche geograficamente distanti fra loro, si conoscevano, o si sono referenziati l’un l’altro.
Questo sta già creando un clima di grande entusiasmo e di straordinario fermento, intorno al progetto. L’interesse cresce, da parte di nuovi compositori, musicisti, enti culturali. Qualche giorno fa, per esempio, il compositore Franco Antonio Mirenzi, che qui ringrazio pubblicamente, durante il suo intervento conclusivo al IV Convegno presso la sede della Conferenza dei Rettori e delle Università Italiane sul ruolo e sulle prospettive dei cori e le orchestre universitarie italiane, ha voluto parlare di SHE LIVES, e l’ha fatto in presenza di personalità eminenti: cito il prof. Franco Piperno, Presidente della Commissione Musica Sapienza, il dott. Luca Aversano, direttore dell’Orchestra dell’Università di Parma, e altri ancora.
Poi sono in contatto quasi quotidiano con tutti gli artisti coinvolti: ringrazio in modo particolare per il sostegno e la collaborazione il compositore prof. Sidney Corbett, il compositore dott. Alessio Elia, e il M° Massimiliano Scatena, bravissimo pianista abruzzese che ho l’onore di avere come primo musicista ospite; e poi il M° Cristiano Serino e il M° Giusto Pappacena, cui sono molto legata. E naturalmente ringrazio te, Claudio, per l’amicizia e l’inesauribile fonte di raffinatezza che per me rappresenti.

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