martedì 9 ottobre 2012

"A gran giornate": l'opinione di Catherine Develotte

Dalla Francia, l'amica Catherine Develotte mi ha scritto su facebook: 

« A gran giornate » m’est apparu comme un récit surprenant, traversé par une inquiétude désespérée et absurde. Nous y traversons de multiples aventures -parfois grotesques- où les personnages sont à la recherche d’eux-mêmes dans des situations plus baroques les unes que les autres. 
Dante, Malerba, Pétrarque, Leopardi, Pétrone, Jules Verne et Edgard Poe sont convoqués dans cette fresque de figures étranges mais «humaines trop humaines» dans leurs vicissitudes. Mais peut-être ces figures ne représentent-t-elles que les réalités conjuguées d’une seule personne qui va vers son abyme de fin de vie !La dimension existentialiste d’ « A gran giornate » me fait évoquer curieusement « Les caves du Vatican » de Gide. Peut-être en référence à l’acte gratuit de son personnage dépassé par le destin …

Ovvero:

"A gran giornate" mi è sembrato un racconto sorprendente, innervato da un'inquietudine disperata e assurda. Vi attraversiamo molteplici avventure, talvolta grottesche, i cui i personaggi sono in cerca di loro stessi in situazioni di volta in volta più esasperate. Dante, Malerba, Petrarca, Leopardi, Petronio, Jules Verne e Edgard Poe sono evocati in questo affresco di figure bizzarre ma "umane, troppo umane" nelle loro peripezie. Ma è anche possibile che queste figure non siano altro che la coniugazione di diverse realtà di un’unica persona che si muove verso il suo abisso di fine della vita. Curiosamente, la dimensione esistenzialista di "A gran giornate" mi evoca "I sotterranei del vaticano" di Gide - forse in riferimento all'atto gratuito del suo personaggio travolto dal destino...

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