sabato 13 ottobre 2012

Stravinsky e altro, 2 (da "Letteratitudine")

Secondo copia-e-incolla da "Letteratitudine" dedicato a Stravinsky.



A proposito di Stravinsky, e tornando al tema di questo forum, cioè il rapporto tra musica e letteratura, aggiungo che uno dei libri più centrati e sinceri sul compositore russo (poi naturalizzato francese, poi statunitense) è un libriccino dello scrittore svizzero Charles-Ferdinand Ramuz, “Souvenirs sur Igor Stravinsky”, del 1929 (inedito, ahimè, in Italia). I due avevano convissuto e collaborato, in Svizzera, negli anni della prima guerra mondiale, ad alcuni capolavori come l’”Histoire du soldat”, “Renard”, la versione francese de “Les noces”, e tra i due era sorta una piena (e rara) sintonia di vedute, che Ramuz con bella naturalezza e precisione racconta nelle sue pagine. Stravinsky collaborerà spesso con scrittori (Gide, Cocteau, Auden, Huxley), ma il rapporto con Ramuz sembra spontaneo, sinceramente amichevole, privo – come dire – di intellettualismi o di opportunismi artistici e di sotterranee incomprensioni (penso soprattutto a Gide e alla creazione della “Perséphone”). Tra i due si nota una sostanziale affinità nel modo di concepire la creazione artistica: rigore e accuratezza, certo, ma anche un approccio empirico, “artigianale”, ai problemi che possono sorgere di volta in volta (per esempio, nella traduzione dal russo al francese delle strofe del “Renard”, e nell’adattamento di queste alla musica, secondo un’idea della lingua come materiale sillabico ritmico-fonico più che semantico, un’idea a cui Stravinsky rimarrà fedele anche in seguito).



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