Proseguono le interviste ad alcuni amici poeti nate dalle curiosità espresse dai miei alunni della Seconda C del Liceo Bérard di Aosta nel corso delle lezioni sul linguaggio poetico. È la volta di Elio Grasso, che ringrazio.
1 - Da cosa e in quali
momenti può nascere l'ispirazione poetica?
Me lo chiedo da qualche decade. La risposta è sempre la stessa: non
si tratta di ispirazione, ma della costruzione di qualcosa (di destinato) che
prima non esisteva, come quando si fa una torta di mele per qualcuno. Più la
torta assomiglia a quelle di Nonna Papera più si è raggiunto lo scopo.
2 - Che cosa nella
stesura di una poesia viene prima: un’immagine, un’idea, o la scelta di una
forma particolare?
Una forma particolare che possa contenere un’immagine e un’idea.
3 - Che ruolo riveste
la casualità nella composizione di un testo poetico?
Vorrei che il caso non c’entrasse mai. Ma è difficile. Talvolta
l’arrivo inopinato di un nuovo libro (non necessariamente di versi) fa
sorridere il caso perché si sente all’improvviso padrone della scrivania.
4 - Quali sentimenti prova durante la
stesura di una poesia?
Alla fine, talvolta, un vago senso di soddisfazione.
5 - La scelta del
titolo del componimento avviene prima o dopo la stesura?
Non c’è una regola.
6 - Quale influenza sta
esercitando internet sulla poesia contemporanea?
7 - A suo parere, come
si può distinguere un buon poeta da un poeta mediocre?
Il poeta è mediocre quando si ostina a farci leggere “pensieri”
sensibili, privi di una qualunque forma
poetica, e che dimostrano quanto cattivo sia il suo carattere. Che dimostrano
l’ignoranza su quanto è stato fatto prima di lui.
8 - Qual è la
relazione tra la sua poesia e la tradizione poetica italiana?
9 - Da poeta, come
giudica i testi delle canzoni? Li ritiene vera poesia?
10 - Come vive la critica relativa alla sua
produzione poetica?
11 - Ha mai avuto ripensamenti in seguito alla
pubblicazione di una sua poesia?
Certo. È auspicabile che accada.






