martedì 24 marzo 2009

Sintonie: Marta Raviglia Quartet


La musica di Marta Raviglia e del Quartetto che prende il nome da lei sta percorrendo nuove strade, la voce limpida, duttile, agile di Marta riecheggia in paesaggi sonori nuovi. L’inquietudine artistica spinge da anni Marta a esplorare zone di confine tra il jazz e altri ambiti musicali, pur sempre nei limiti della forma canzone – limiti che rendono gentile, sorridente e anche sentimentale la sua ricerca. Questa ansia di ricerca si manifesta non solo nei progetti più sperimentali (come “Vocione”, con il trombonista Tony Cattano) o nelle liaison con la musica colta (la “Sequenza” per voce sola di Berio) o nelle indagini teoriche oltre che artistiche (lo studio sulla vocalità in Meredith Monk), ma anche nella sua formazione più canonicamente jazzistica, il Marta Raviglia Quartet appunto, con Simone e Alessio Sbarzella e, da poco, Roberto Raciti. Rispetto al CD “Spiral Tales” (Alfa Music 2007), brillante e innovativo, ma – come dire – composto, ora il Quartet suona davvero più inquieto, come colto nel mezzo di un'avventura di cui si intuiscono alcune prossime tappe. Ce ne siamo accorti domenica 22 marzo, al concerto a Colleretto Giacosa che ha concluso l’edizione 2009 dell’Euro Jazz Festival d’Ivrea e del Canavese.
È un jazz che evita le secche degli standard (e soprattutto, grazie a Dio, quel coacervo di standard melensi che è il repertorio canzonettistico italiano) e preferisce fondarsi su ispirati brani originali, o rovistare nel rock, quello degli anni settanta, il meno conciliante e più sperimentale, che però non vuole rendere jazz, ma trasformare in un’altra cosa, trasformandosi con esso – in un’altra cosa intrisa di spessore armonico, di contrappunto incalzante. Del rock insomma recupera la semplicità per renderla complessa, non la brutalità per addomesticarla. Quello del MR4tet è un approccio creativo e curioso da compositori, non da semplici esecutori. Ed è una musica che si fa teatrale, vive di gioco di squadra, di intesa profonda e di condivisione – e di una dedizione insieme ironica e appassionata.

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