mercoledì 18 marzo 2009

La "berlera" e altro, 4

Cerco allora anch’io – prima su internet, perché sono pigro, poi sui dizionari di casa. Nulla. Non solo “berlera” non è attestato, ma nessuno tra le decine di migliaia di frequentatori della rete, pare averla mai usata, con l'eccezione delle pagine relative a un ristorante sul lago di Garda. Sento sorgere un’inquietudine sorda, simile a quella che mi coglie – di rado, per fortuna – quando mi accorgo troppo tardi di un refuso, di una distrazione, di un’incongruenza che, col passare dei minuti, si ingigantiscono.

«Mi hai colto in castagna» rispondo a Claudia, dopo una ricerca frettolosa di mezz’ora: «di "berlera" non ricordo l'origine: nel senso che la parola compare dalla seconda stesura, ed è presumibile che io l'abbia aggiunta assieme ad altre per dare un tocco di pianura ad alcuni momenti. Ma davvero non so dove posso averla pescata (e ora come ora - ehm - non saprei nemmeno dirti esattamente il significato). Potrei averla tratta da uno dei manuali di agricoltura che ho consultato (andrò in biblioteca a spulciare quei volumi per tentare di rintracciare l'iter), o su uno dei testi di letteratura di campagna che ho saccheggiato per il lessico. E quindi sì, potrebbe avere un'origine dialettale (è curioso che sia passata indenne attraverso le molteplici correzioni di bozze: di solito mi si chiede di normalizzare, abbassare il tono, uniformare... Quanto a me, spero di non doverti dire in una prossima mail che "berlera" è irrintracciabile, o che è una storpiatura ingiustificabile, o un vero e proprio refuso, o un irragionevole neologismo ...).
Su vezzeggi hai ragione: è una sorta di via di mezzo, anomala quanto a formazione, tra vezzi e vezzeggiamenti. Ha il significato della seconda, ma una maggiore grazia (per me).
En passant, in "Nora e le ombre" il mio contributo ai neologismi si era limitato a un "rotuluto", cioè dotato di rotule particolarmente evidenti (detto di una figura di Bacon), nato sul modello di "naticuto", e da me strenuamente difeso dagli scrupoli di un editor prudentissimo».

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