lunedì 15 novembre 2010

Da "Letteratitudine": sul silenzio, 2

Non posso non accennare, parlando di silenzio, al musicista che forse più di ogni altro lo ha esplorato, John Cage, e al suo brano più famoso, 4′33”. Su youtube si trovano alcune esecuzioni (non sono ironico, nell’usare questo termine) di 4′33”, estremamente significative. Quella che preferisco è http://www.youtube.com/watch?v=HypmW4Yd7SY&feature=related , con David Tudor al pianoforte. Guardate la lieve coreografia dei suoi gesti, come chiude, apre e richiude il coperchio della tastiera, come usa il cronometro, rendendolo strumento silente, come tocca e legge la partitura bianca.
Una interpretazione impeccabile, la sua (ripeto, non sono ironico). Ci invita all’ascolto del silenzio, alla percezione di una dilatazione del tempo.
Due esecuzioni strumentali degne di nota (dell’assenza di nota, va bene) si possono seguire in
http://www.youtube.com/watch?v=hUJagb7hL0E
e in http://www.youtube.com/watch?v=04F22C_u658&feature=related .
Il gruppo strumentale “amplifica e radicalizza” l’effetto (mi sto citando, scusate; chissà che ne avrebbe pensato, il vecchio Dvoinikov di questa “Rapsodia senza temi”). Certo, l’effetto straniante è più evidente. Nel secondo caso, l’ensemble si accorda, in attesa del direttore. Nel primo caso, il direttore dotato di bacchetta è inappuntabile, ma non rinuncia alla piccola gag del detergersi il sudore dalla fronte: il pubblico, grato, si lascia andare a una risata liberatoria. Tra un movimento e l’altro (4′33” si compone, classicamente, di tre movimenti) il pubblico tossisce (un po’ troppo, come se anch’esso volesse lasciare testimonianza di una gag); e gli applausi finali, scroscianti, assieme ai ringraziamenti dei musicisti, coronano un’esecuzione un tantino sopra le righe.
In ogni caso, un pubblico così, che sta al gioco, e applaude convinto, è espressione di una civiltà culturale che noi ci sogniamo.
Ho pescato anche una curiosa lettura in duo, con Keith Jarrett e Chick Corea: i due si muovono, dondolano, ammiccano come se davvero suonassero, scrutano immaginari intrichi di note sulle pagine bianche. Jarrett però, a differenza di quello che fa quando davvero suona, non mugola. Anche in questo caso siamo dalle parti di una elegante interpretazione parodistica (anche Daffy Duck o Tom & Jerry eseguirebbero così 4′33”, non credete?). Guardatela su
http://www.youtube.com/watch?v=i8IT0hSLkMI&feature=related .

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