mercoledì 10 novembre 2010

Un'intervista per "Libri Consigliati"

Riporto una piccola parte della bella intervista a cura di Maria Grazia Piemontese per http://www.libriconsigliati.it. Leggete il resto della conversazione su http://www.libriconsigliati.it/2010/11/intervista-a-claudio-morandini/ e continuate a seguire il sito, ne vale davvero la pena.

Piemontese Rapsodia su un solo tema si struttura su un plot che si arricchisce di numerose storie altre che potremmo definire “parallele”. Penso, ad esempio, alla presunta relazione tra la moglie di Dvoinikov e Nikolai, il fratello del musicista russo. Pensa di dare un seguito, uno sviluppo a questi spunti narrativi?

Morandini Ma che ne sarà di questo o quel personaggio? mi sento chiedere spesso. è un buon segno, vuol dire che ci si è affezionati ai personaggi, che si vuole sapere di più di loro, della loro vita. Io stesso a volte sento il desiderio di tornare su di loro, di immaginare possibili sviluppi. Però secondo me un romanzo non deve dire tutto. E amo i personaggi che nascondono qualcosa di sé al loro stesso autore, ponendolo così nelle medesime condizioni di un lettore. Un personaggio che non si esaurisce nelle parole di un libro, ma sembra vivere anche altrove, o proseguire altrove la sua esistenza indipendente, mi pare dotato di una ricchezza e di una complessità che lo avvicinano alle vite vere delle persone con cui abbiamo a che fare e di cui non sapremo mai tutto.
Io vivo questo lasciare in sospeso le vicende, oltre che come un avvicinamento alla realtà, anche come un corollario di quel patto tra pari che chi scrive istituisce con il lettore – una forma di rispetto per il ruolo attivo di chi legge. Io scrittore ti racconterò molto, ma non tutto. Lascio a te lettore tirare le somme. Mi insospettiscono i romanzi perfettamente architettati, in cui tutto è ben sistemato, ogni curiosità soddisfatta, ogni tassello al giusto posto, ogni dubbio risolto, ogni centimetro coperto. Mi sembrano una semplificazione, una banalizzazione più che un’astrazione. A quel punto, trovo molto più interessante, divertente o spaventosa la realtà, per quel quid di inestricabile, misterioso, caotico, eccessivo che la caratterizza.

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