venerdì 26 novembre 2010

"Rapsodia su un solo tema": la recensione su "Critica letteraria"

"Rafail Dvoinikov sorprende" scrive Michele Rainone, in un'originale recensione apparsa su http://criticaletteraria.blogspot.com: "Claudio Morandini, autore di questa Rapsodia, ne fa un ritratto a tutto tondo, dinanzi al quale crollano tutti gli altri personaggi, Ethan Prescott compreso. La sua vita privata non conquista, si avverte l’esigenza di andare avanti, di correre furiosamente verso gli “incontri con Dvoinikov”, di assaporare i suoi consigli, di ascoltare le sue storie. È come se tutti i personaggi gli facessero da spalla (...).
Sin dall’inizio si avverte questa presenza funerea nell’aspetto ma non nello spirito. Il compositore non deve dar conto a nessuno di ciò che dice e confessa, non si preoccupa più di scrivere: davanti a sé ha soltanto la strada, già battuta, dell’anzianità. È una sorta di riscatto dagli anni del regime russo, dalle costrizioni di Vladimir Galavamov, dai suoi dettami, dalle sue assurde considerazioni.
C’è un macro-colloquio in tutta l’opera, a fronte del quale i micro-dibattiti vengono meno, o meglio, si fondono: un colloquio che è presentato come il racconto di “musicisti che parlano di altri musicisti che raccontano di altri musicisti che immaginano la vita di altri musicisti ancora”. La poca dimestichezza col settore non deve far indietreggiare i più curiosi: la semplicità dello stile e degli intrecci è funzionale a questo grande dibattito, in cui ogni musicista ha una parte ben precisa e non meno importante dei suoi colleghi. Tutto è musica, insomma: anche il rapporto tra Carl ed Ethan, lo pseudo protagonista che compie una serie di viaggi in Russia per incontrare l’eterno compositore. (...)
Sono tre mondi, quelli che si intrecciano: quello del presente – Ethan, Carl, Claire, Polina – quello del passato – i racconti di Dvoinikov – quello del futuro, ossia il tuffo di Joseph nel Novecento. Tre mondi, tre cori, un unico obiettivo: quello di porgere al lettore una serie di volti del mondo della musica che appassionano, e non solo per la sfortuna che si abbatte sulle loro vite. Il lettore si appassiona perché è testimone di questo grande colloquio, è osservatore di questi volti, corre persino il rischio di affezionarsi a qualcuno".

Si legga l'articolo completo di Michele Rainone alla pagina http://criticaletteraria.blogspot.com/2010/11/rapsodia-su-un-solo-tema-liberi-di.html, e si segua il blog, ne vale la pena.

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