lunedì 25 aprile 2011

A proposito de "Il sangue del tiranno", 5c: echi

Proseguo, per sfizio, nelle citazioni dei frammenti letterari (oggi nella maggior parte dei casi si tratta di storici e memorialisti e cronisti minori, minimi anzi) che contengano l'espressione "sangue del tiranno".

“Il Carbonaro, dopoché aveva bevuto un liquor rosso, che dovea figurare il sangue del tiranno sparso, fuori da un teschio che si supponeva esser quello del tiranno, prestava il seguente giuramento…” (Cesare Cantù, “Il Conciliatore e i carbonari”)

“Un macellaio famoso, uno dei trucidatori della Glacière… si era già messo in capo a dugento di quella bruzzaglia, compri come lui, i quali correvano le contrade urlando e gridando insieme: « Che volevano bevere il sangue del tiranno, e divorare il mostro della Corsica».” (Emilio Marco di St. Hilaire, “Storia popolare aneddotica e pittoresca di Napoleone”)

“Mentre Pisa uscito appena, gli si ribellava al grido di : popolo, popolo, e libertà, il quale, comecché più spesso che non dovrebbe essere, bugiardo, tuttavolta serbò e serba sempre virtù di agghiacciare il sangue del tiranno” (Francesco Domenico Guerrazzi, “Vite degli uomini illustri d’Italia”).


“Soldati, se amate mettere sul trono il sangue di Settimio Severo, proclamate l’unico rampollo di sua famiglia, e vendicatelo col sangue del tiranno.” (Giacinto Sigismondo Gerdil, “Quadro historico degl’imperatori romani”)

“Allora l' estremo timore suscitò la disperazione, la vendetta quindi e la voglia del congiurare; s'agognò il sangue del tiranno.” (V. C., “Un periodo interessante della storia del regno delle Due Sicilie: opera postuma”)

“L'affronto pare così atroce al vanaglorioso poeta (Lucano, ndr), che delibera lavarlo nel sangue del tiranno”(Tullio Dandolo, “Reminiscenze e fantasie”)

“Un popolo, spinto all'eccesso dalla barbara insolenza dell'oppressore, dà con disperato furore di piglio alle armi e vendica col sangue del tiranno l'onta del patito servaggio” (Ferdinando Augusto Pinelli, “Storia militare del Piemonte in continuazione di quella del Saluzzo”)

“Mio caro Bruto, prestami per un momento il tuo pugnale grondante ancora del sangue del tiranno, onde scriver possa sulle pareti di questa sala, sotto gli occhi del governo provvisorio i nomi santi di libertà e d’eguaglianza” (Lorenzo Foresti, “Compendio della storia di Genova per uso della gioventù”)

“E dobbiamo lavarci di codesta macchia col sangue del tiranno: impugniamo le armi contro di lui e se ci verranno meno le forze, il che avvenir non può, suicidiamoci” (Eugenio Floritta, “Fatti storici e contemporanei”)

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