sabato 23 aprile 2011

A proposito de "Il sangue del tiranno", 5: echi



Mi sono divertito (un divertimento un po' ozioso, d'accordo) a cercare "il sangue del tiranno" nella tradizione letteraria (quella almeno dei testi disponibili su google books). Ne è venuto fuori un piccolo repertorio di citazioni combattive, solenni, stentoree, sudate e spettinate, che non sfigurerebbero accanto a quella alfieriana apposta sul frontespizio del mio romanzo targato Agenzia X. Eccone una prima parte.

“Bisogna spiantare il sangue del Tiranno tutto.” (Traiano Boccalini, “Commentarii sopra Cornelio Tacito”)

“Io l’ho veduto, mi disse, slanciarsi rapidamente sul palco, cogli occhi di bragia, col viso infiammato; l’ho veduto snudarsi un braccio, ed immergerlo nell’ancora fumante sangue del re, ritrarnelo tutto sgocciolante,e s scuoterlo tre volte sulla moltitudine spaventata, gridando, ci è stato detto, che il sangue del tiranno ricadrebbe sulle nostre teste.” (Jean J. Regnault-Warin, “Il cimitero della Maddalena”)

“Li animi appetivano la vendetta, e spezialmente coloro de'quali lui aveva morti i consorti e congiunti , e non stimavano potere satisfare alla occisione de' loro senza il sangue del tiranno.” (Leonardo Aretino, “Historia Fiorentina”)

“Niuna (secondoché Seneca tragedo scrive in alcuna delle sue tragedie) è più accetta ostia a Dio che il sangue del tiranno.” (Giovanni Boccaccio, “Comento sopra la Commedia”)

“Allora l’estremo timore suscitò la disperazione, la vendetta quindi e la voglia del congiurare; s’agognò il sangue del tiranno.” (Domenico Tomacelli, “Storia del Reame di Napoli”)

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