giovedì 7 aprile 2011

Dieci buone ragioni per non leggere Claudio Morandini

Una volta, la mia amica scrittrice Stéphanie Hochet ha risposto a un'intervista scherzosa in cui le si chiedevano dieci buoni motivi per non leggere Stéphanie Hochet. Le sue risposte argute e insieme sincere delineavano dieci caratteristiche sue proprie, che potevano essere lette come argomenti sia a favore sia contrari – o meglio, solo un fesso avrebbe potuto scambiarli davvero per ragioni per “non” leggere i romanzi della Hochet. L’idea mi è sembrata divertente, così mi ci sono messo anch’io. Un po’ pateticamente, lo riconosco: giacché a me nessuno ha chiesto questi dieci motivi per non leggermi.

1) I finali dei suoi romanzi non concludono davvero.
2) Per lui noir è solo un colore, non un genere.
3) È uno snob: cerca di scrivere bene. E usa termini desueti.
4) Non ha mai frequentato scuole di scrittura. E, come se non bastasse, insegna lettere, ma non ama che lo si dica.
5) Si sente l’eco di troppi libri letti tra le sue pagine. E i suoi modelli letterari sono tutti morti da un pezzo.
6) I suoi personaggi sono sfuggenti, non sai nemmeno che faccia abbiano.
7) Ha un’opinione troppo alta del lettore.
8) Cambia sempre casa editrice.
9) È un perfezionista distratto.
10) Mette sempre troppa roba nei suoi romanzi.

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