martedì 12 aprile 2011

A proposito de "Il sangue del tiranno", 1: titoli


In attesa che "Il sangue del tiranno" (Agenzia X, Milano, 2011) esca in libreria (tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio), comincio a riflettere (o rimuginare) su alcuni aspetti di questo romanzo breve.

Partiamo proprio dal titolo, da questo titolo trucido e anche un po’ convenzionale, “Il sangue del tiranno”: a riscattarlo, spero, c’è la citazione in esergo dei versi di una tragedia poco conosciuta di Vittorio Alfieri, “La congiura de’ Pazzi”. Mi piace l’effetto spiazzante che dà quella citazione dotta subito dopo un titolaccio da saga fantasy o da videogame. Il titolo precedente era anche più splatter, “Slay the Tyrant!” – il nome di un videogioco dalla violenza terapeutica a cui si dedicano talvolta gli accademici protagonisti del romanzo. In tal caso, l’effetto di spiazzamento sarebbe sorto tra l’effettismo del titolaccio e l’ambiente appunto accademico, le atmosfere tutt’altro che sanguinarie dell’insieme.
Altri titoli mi erano venuti in mente al tempo delle prime stesure: il primo, il più bello, era “Il tiranno malato” – peccato che fosse già il titolo di un racconto di Buzzati, che mi sono contentato di citare.

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