martedì 11 novembre 2008

Wunderkammer, 1


Leggiamo nella Storia naturale dell'anima di J. O. de la Mettrie (in Opere filosofiche, Laterza, 1978): "In origine il corpo umano non è altro che un verme, le cui metamorfosi non hanno nulla di più sorprendente di quelle di ogni altro insetto". E altrove, ne L'uomo macchina: "Ci dicano loro", cioè "i nostri osservatori", "se non è vero che l'uomo nascendo è solo un verme, il quale diventa uomo come il bruco diventa farfalla. I più autorevoli studiosi ci hanno insegnato come si deve fare per vedere questo animaletto (...). Poiché ogni goccia di sperma contiene un'infinità di questi vermicelli, quando essi vengono lanciati nell'ovaia soltanto il più abile e il più vigoroso di loro ha la forza di insinuarsi e di impiantarsi nell'uovo fornito dalla donna, che gli dà il suo primo nutrimento". Il resto si sa: "Sebbene in nove mesi di crescita" l'ovulo fecondato "divenga mostruoso, esso differisce dalle uova delle altre femmine solo perché la sua pelle (l'amnios) non si indurisce mai e si dilata prodigiosamente, come possiamo vedere paragonando il feto già in posizione e sul punto di uscire (il che ho avuto il piacere di osservare in una donna morta un istante prima del parto) con altri piccoli embrioni ancora assai vicini alla loro origine".

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