domenica 16 novembre 2008

Un'altra intervista mancata - 2

Il lavoro che c'è dietro a "Le larve" e le differenze con "Nora e le ombre".
Ho scritto “Le larve” nel corso di tre anni, dal 2002 al 2005, a partire da alcuni nuclei narrativi da cui a poco a poco è germinato tutto il resto. Ho accumulato pagine e pagine di immagini, narrazioni, dialoghi, lasciando che un po’ alla volta si creassero delle connessioni tra le situazioni, una geografia attorno, si sviluppassero dei rimandi (...).
Rispetto a “Nora e le ombre”, ho privilegiato atmosfere e temi che nel romanzo pubblicato nel 2006 erano limitate alla parte ottocentesca della storia; ne ho recuperato in parte l’ambientazione, il palazzo signorile isolato in una campagna non priva di desolazione; ho invece indagato paesaggi mentali maschili, amplificati dalla scelta di far raccontare tutto a un io narrante. Come in “Nora”, impiego divagazioni, sospensioni, ellissi, false partenze, e gioco sull’alternanza di passato e presente, sul tema del conflitto, meno sui contrasti (di tono, di registro…). Continuo a pensare che in letteratura non sia necessario spiegare e giustificare tutto, e che anzi talvolta il non detto sia più forte e importante del detto, il sottinteso dell’esplicitato, il casuale del programmato, la deriva del rigore, la digressione della tenuta dell’intreccio, l’attesa della soluzione. (È, a ben pensarci, un approccio molto simile a quello che ho avuto in musica, quando con Simone Riva ho registrato le lunghe improvvisazioni di funk sperimentale dei Commandmentz).
Infine, come in “Nora” gioco con l’orizzonte d’attesa del lettore: là fingevo di muovermi in una ghost story, con “Le larve” fingo di muovermi tra il romanzo d’appendice e la storia gotica.

La collaborazione con Riccardo Mantelli per il video.
Riccardo è un amico: quando gli ho proposto di realizzare un booktrailer per “Le larve” ha subito accettato con entusiasmo. Credo che Riccardo abbia subito notato nel mio romanzo, pur nella diversità di linguaggi, una affinità profonda con i temi delle sue ricerche: entrambi lavoriamo sulla deriva, la frammentarietà, la combinazione di elementi eterogenei, le interferenze, gli errori, anzi, per usare una sua espressione, sull’“estetica dell’errore”.
Per il video abbiamo lavorato su pochi elementi, foto pescate qua e là, suoni, musiche, brevi citazioni dal romanzo, e pure pause, neri, silenzi, per suggerire i temi e le atmosfere del libro. Ne è risultato un breve film insieme malinconico e inquietante, che recupera molto del romanzo, larve comprese, tranne forse la dimensione da commedia grottesca che hanno certe pagine.
Non è la prima esperienza con i booktrailer: già il precedente romanzo, “Nora e le ombre”, è stato accompagnato da un piccolo film realizzato da Luca Dipierro, scrittore, editore e filmmaker che all’epoca abitava a Baltimora e che mi aveva già inserito nell’antologia italoamericana di racconti “Santi – Lives of Modern Saints”. Luca ha coinvolto nella realizzazione Brent Green, autore di brevi sequenze animate in stop-motion: io da Aosta ho contribuito con l’invio di disegni a china, sequenze parlate, filmati… Alla fine, il video si è nutrito di tanti linguaggi e registri diversi, in un modo spiazzante, giocando su conflitti e contrasti, come il libro.

Nessun commento: