lunedì 17 novembre 2008

Un'altra intervista mancata - 3

Cosa stai leggendo e ascoltando adesso?
I miei ascolti musicali vertono ormai sulla scoperta dei minori e dei minimi della musica del novecento. I maggiori (Stravinsky, Bartòk, Hindemith, per citarne qualcuno) continuano ad accompagnarmi, ma nei minori amo rintracciare le impronte lasciate dalla scuola dei grandi modelli, e insieme il tentativo di forgiarsi uno stile personale. È molto piacevole scoprire i loro tratti di originalità in mezzo alla routine, al lascito delle scuole, ai manierismi delle accademie. Nel jazz seguo ormai soltanto certi continuatori del Miles Davis del periodo elettrico.
La musica che ascolto è per me una fonte di ispirazione che non finisce di sorprendermi. Non parlo di atmosfere, sensazioni; mi riferisco al linguaggio, alla struttura, a ciò che meccanismi complessi, architetture vaste, uso e metamorfosi del materiale tematico possono suggerire a chi, scrivendo, si esprime con un linguaggio diverso. A volte ho l’impressione di trattare motivi narrativi, personaggi o situazioni secondo un impianto simile alle strutture che governano le grandi forme musicali. E a volte anche la sintassi, il cursus delle frasi, mi sembra di sentirli suonare come una sorta di orchestrazione di una partitura (lo dico da dilettante, e mi rendo conto che può suonare ingenuo).
Le mie letture oscillano tra nuovi narratori che sento affini, e che scopro per conto mio, al di là delle classifiche (i primi nomi che mi vengono in mente sono Rosa Matteucci, Pier Paolo Giannubilo, Annalena Manca, Gabriele Cremonini, Stéphanie Hochet), e classici che torno a rivisitare, di cui insomma mi nutro: pilucco sovente dalle pagine di Landolfi, di Tozzi, di Manganelli, Palazzeschi, Gadda, Pavese… In entrambi i casi, inseguo libri che siano appaganti per la tenuta stilistica, per l’invenzione linguistica, e che non si siano riconducibili alle mode, ai generi.

Cosa prepari di nuovo?
Ho un romanzo pronto, “Rapsodia su un solo tema”, di ambientazione musicale, che, se va bene, uscirà nel 2009: e sto mettendo ordine tra le pagine del successivo, che per ora non ha titolo, e che procede come una specie di romanzo picaresco passato al frullatore. Con l’amico compositore Alessio Elia sto lavorando con entusiasmo a un’opera da camera per la quale ho scritto il libretto: misurarmi con le esigenze della rappresentazione teatrale e della scrittura musicale, e allo stesso tempo travasare alcuni dei temi su cui lavoro da tempo in un ambito nuovo, e sentirli esaltati, trasformati dalla musica è un’esperienza esaltante.
Sono in vista altri progetti con Luca Dipierro, che ha in mente una rivista letteraria e artistica online, e con Riccardo Mantelli. Sono progetti a cui tengo molto, perché mi permettono di uscire dalla dimensione tutto sommato solitaria dello scrivere e di confrontarmi con persone con cui sento una forte affinità artistica.

Nessun commento: