sabato 15 novembre 2008

Wunderkammer, 3


Già verso i tre o quattro anni Teresa (del Bambin Gesù) manifestava una sua tendenza tutto sommato pudica e discreta a rivestire di veli corporei il male - così come faceva, e con maggior frutto, riguardo al bene. Così inizia il cosiddetto "sogno dei due diavoletti":

"Ero sola a passeggiare in giardino, quando scorsi a un tratto, vicino alla pergola, due diavoletti orribili che ballavano sopra un gran recipiente di calcina con un'agilità sorprendente, nonostante i ferri pesanti che avevano ai piedi. Essi gettarono da prima sopra di me i loro sguardi di fuoco, poi, come assaliti dalla paura, li vidi precipitare in un batter d'occhio in fondo a quel vaso, uscirne quindi non so da quale apertura, e correre finalmente a nascondersi nella guardaroba (sic), che era al livello del giardino. Nel vederli tanto poco coraggiosi, volli sapere che cosa andassero a farvi, e, superando il primo terrore, mi avvicinai alla finestra... Quei poveri diavoletti erano là che correvano sulle tavole, non sapendo come sfuggire al mio sguardo; ogni tanto si avvicinavano, spiavano con occhio inquieto dai vetri della finestra, ma poi, vedendomi sempre lì, ricominciavano a correre come disperati".

Con ciò, forse, il Signore avrebbe inteso mostrare alla futura santa che "un'anima in istato di grazia non ha nulla da temere dai demoni che sono dei vili".

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