lunedì 2 aprile 2012

Interviste sul romanzo storico, 2b: Nicole Fabre (in italiano)

Traduco le risposte di Nicole Fabre alle domande sul romanzo storico (v. post precedenti).

1 - Qual è secondo te l'epoca più interessante per l'ambientazione di un romanzo storico?
2 - Che cosa non dovrebbe essere un romanzo storico?
3 - Perché scrivere ancora oggi romanzi storici?
4 - Attraverso quali fasi passa la scrittura di un romanzo storico?
5 - Come ti documenti per la stesura di un romanzo storico?

1 - Secondo me non ci sono epoche più interessanti di altre da trattare in un romanzo storico. A renderle interessanti sono i soggetti che vi si inseriscono. Ho affrontato l’Italia mussoliniana perché volevo spiegare ai francesi le cause del fascismo e le responsabilità di certi paesi europei, in particolare della Francia e della Gran Bretagna, nella presa di potere di Mussolini. Allo stesso tempo, in un altro romanzo, ho parlato del Rinascimento unicamente perché il soggetto, Leonardo da Vinci, si collocava in quest’epoca.

2 - Ho già in parte risposto a questa domanda. Lo scopo di un romanzo storico non dovrebbe essere quello di mettere in scena personaggi in costume e di farli muovere come se si trovassero su un palcoscenico. Ci deve essere un’altra motivazione, oltre a quella di ricreare un’epoca. Può essere, come dicevo, il desiderio di mettere in rilievo un momento cruciale della Storia, il comportamento di un personaggio, le conseguenze che la sua follia o il suo genio hanno avuto sui suoi contemporanei. Questo lavoro di volgarizzazione non deve perciò mai essere gratuito. Deve avere sempre una precisa finalità.

3 – Poiché le stesse cause portano a medesimi effetti, possiamo trarre dalla Storia molte lezioni. Attraverso il romanzo storico si può sviluppare questo tema e dare l’allarme su un certo problema. Per tornare al fascismo o al nazismo, si dice che senza una crisi economica senza precedenti Hitler e Mussolini non sarebbero sicuramente mai arrivati al potere. Scrivere su questo consente di dire “Attenzione, restiamo vigili! Un’altra crisi economica di lunga durata è sempre possibile, e potrebbe provocare un’altra ascesa di una dittatura politica o religiosa, come si vede in questo momento in Medio Oriente”. Questo perché la Storia ci ha già mostrato che un popolo umiliato dalla miseria e spinto alla disperazione dalla fame è pronto a credere al primo che leva il pugno e gli promette pane. Dal momento che temi come questi, ahimè, sono sempre attuali, scrivere romanzi storici su questo soggetto (e su altri, certo) ha ancora un senso.

4 - La prima fase consiste nello studio del periodo storico. In seguito stendo dei riassunti degli appunti che ho scritto, da cui ricavo una cronologia precisa sull’epoca che contenga tutti gli avvenimenti più significativi. Poi mi dedico ai riassunti per temi: luoghi, costumi, alimentazione, igiene, ecc. Per rendere l’epoca scelta per del mio romanzo devo vestire i personaggi, farli mangiare, muovere, dar loro vita in un modo credibile, perché il lettore deve avere l’impressione di ritrovarsi immerso in quel dato momento della storia. Tutto ciò richiede un grande lavoro di documentazione. Solo a questo punto posso cominciare a costruire la struttura narrativa del mio romanzo. A volte, questa sinossi diventa, nel mio caso, di una cinquantina di pagine. Finalmente si arriva all’ultima fase, la stesura del romanzo.

5 - Mi rifaccio al lavoro specialistico di storici esperti dell’epoca prescelta. Confronto le loro tesi e verifico che concordino, per non rischiare di scrivere in seguito delle sciocchezze. È essenziale fare, in questa fase, un serio lavoro di verifica.

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