lunedì 12 luglio 2010

Giulio Cappa legge "Fosca - Una novella valdostana"

Mi ha scritto Giulio Cappa, dopo aver letto il mio "Fosca - Una novella valostana" nella raccolta "Nero Piemonte e Valle d'Aosta" (Perrone, 2010):

"Anche se apparentemente non mancano elementi di atmosfera gotica - dalla bruttezza della protagonista alla sua mostruosità morale, dal parto orrendo alle sculture informi che lo rievocano - si tratta in realtà di un racconto verista, ma più che al Verga rusticano, direi piuttosto consentaneo al d'Annunzio delle Novelle della Pescara: l'intreccio che non si scosta dalla fabula, le descrizioni oggettive scolpite in luce e ombra, Morandini ha dipinto un Italo Mus come sarebbe stato se Italo Mus avesse avuto l'acutezza e la curiosità. E il nome della protagonista è stato scelto a causa o a malgrado della Fosca bis di Conterio? Questo ragazzo, penseranno i conservatori dell'identità montana, insinua il sospetto che una mucca possa essere non solo non buona (bastansa brava) ma addirittura malvagia o malefica: la sconfessione della civilisation alpestre è a un passo, sono queste piccole opere di negazione che le fanno più male."



Ho rispondo più o meno così: che il titolo "Fosca" è stato scelto prima di sapere della "Fosca Bis" di Conterio; e che, anche sapendolo, non lo avrei cambiato, perché Fosca mi pareva e mi pare il nome più adatto, per una vacca malvagia, oltre che un modo per rimescolare tra titolo e sottotitolo Tarchetti e (ironicamente) Giacosa...

Al che Giulio ha argutamente risposto:
"Giacosa... dimenticavo che oltre all'aristocratico medioevale e al borghese teatrale c'era anche il narratore popolare - e tralascio le cose che gli hanno fruttato di più, cercar che giova, vissi d'arte... Ma quante cose era costui: pur non essendo valdostano era presidente, vicepresidente, tesoriere e proboviro di rispettivamente quattro diverse cooperative! E' il santo protettore delle sale polivalenti e dei teatri-cinema!
Verga-d'Annunzio, più feroci, meno sentimentali, ti convengono meglio.

(E il Tozzi delle novelle, aggiungo ora.)

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