mercoledì 14 luglio 2010

Le fonti di "Rapsodia su un solo tema", 8: Henze



Il ponderoso (e mi riferisco con questo "ponderoso" esclusivamente al numero di pagine, non alla leggibilità, che è cristallina) “Canti di viaggio” di Hans Werner Henze, pubblicato da Il Saggiatore nel 2005 a cura di Lidia Bramani, è un’autobiografia esuberante, dettagliatissima, scritta con lo spirito del poligrafo d’altri tempi, del viaggiatore da Grand Tour, dell’esploratore (di luoghi e di sé), del moralista (nel senso classico) e dell’ironista, oltre che del compositore. Musicista insieme eclettico e rigoroso, Henze rinuncia ben presto all’edificazione di una torre d’avorio attorno a sé e scende nel mondo a vivere e condividere e “combattere”.
“Imparai a rinunciare a tutto ciò che era superfluo e a portare rigore e purezza nella mia vita. Tra me e la mia musica non vi era più difficoltà di identificazione. Avevo ben chiaro, ormai, come per tutta la vita avrei perseguito un ideale di bellezza in qualche modo legato a un principio di verità: una verità personale, interiore, che non avrebbe obbedito a nessun altro pensiero se non il mio e che avrebbe quindi abbracciato anche la disobbedienza sociale - che io rivendico per me stesso.”
Nella quotidiana pratica della scrittura, nella precisione con cui il memorialista Henze parla di sé, della sua musica, delle amicizie, dei progetti, degli amori, delle idee, ho trovato qualcosa di quello che stava diventando Ethan Prescott negli anni della stesura di "Rapsodia".

2 commenti:

Reticenze Litoti ha detto...

L'ho conosciuto! L'ho conosciuto!
Accidenti, fosse già stato pubblicato, "Rapsodia", gliel'avrei donato...
(chissà se sarebbe in grado di leggerlo, vista l'età e gli evidenti acciacchi...)

Claudio Morandini ha detto...

Lo hai conosciuto? Ti invidio! Che grand'uomo!