lunedì 19 luglio 2010

"Rapsodia su un solo tema": una recensione

Claudio Baroni ha dedicato al mio "Rapsodia" questo bell'articolo a pag. 38 deel “Giornale di Brescia” del 17-7-2010.

RAPSODIA SULL’ARTE IMPRIGIONATA
Claudio Morandini dedica un romanzo-matrioska alla musica e ai musicisti

Un saggio, un diario, un documento… un romanzo. Lo stesso autore offre la chiave di lettura: questo è un libro-matrioska. Come le bambole della tradizione russa racchiude al suo interno repliche, che paiono identiche ma che portano al cuore della questione. E il nocciolo centrale è la libertà creativa dell’artista, l’essenza stessa dell’arte. Scegliendo la musica come emblema universale della geniale originalità umana.
Coinvolge, stupisce, spiazza e inquieta l’ultimo romanzo di Claudio Morandini. Il protagonista è Ethan Prescott, musicista e musicologo di Philadelphia attratto dalla sorte di Rafail Dvoinikov, compositore russo che ebbe forza creativa rivoluzionaria agli inizi del secolo, ma che poi venne costretto da solerti funzionari invidiosi e meschini ad adeguarsi alla retorica di regime. Prescott riesce a convincere il suo editore e la sua università a finanziare la ricerca. E parte per la Russia.
Siamo nel 1996, Rafail Dvoinikov, ora che il regime è crollato, vive appartato in una casa di campagna, accudito da Polina, segretaria devota fino al sacrificio. In una lunga intervista racconta come ha cercato di far fronte all’ottusa censura sovietica. Verbali di interrogatori, confidenze personali, silenziose sofferenze dicono di quanto opprimente fosse il regime con gli artisti.
Tra un viaggio e l’altro, tra America e Russia, il lettore scopre anche le più subdole ma non meno forti pressioni che la logica del mercato impone al musicista occidentale. Prescott è indotto dal suo editore a mettere le sue partiture a disposizione di DJ Kosmo, ignorante e supponente star della musica techno. Sarà un’operazione commerciale, frutterà denaro e fama. Basta solo essere disposti a fare qualche piega… Prescott convive con Carl, paranoico suonatore di jazz. Questi, come quasi tutti gli strumentisti del genere, è convinto di coltivare la sua inventiva nell’improvvisazione, ma si esercita ripetendo le improvvisazioni dei grandi e ne resta indelebilmente influenzato. Quasi a spiegazione delle sue scelte, Dvoinikov mostra a Prescott un saggio: l’autore è un musico di corte del Settecento e l’argomento è la musica del Ventesimo secolo…
Come dire che solo forma e contesto sono cambiati, ma la sostanza resta immutata: piaggeria cortigiana, devozione per i grandi, repressione di regime o logiche di mercato mettono in catene la libertà della creatività artistica.
Il romanzo termina con un colpo di scena, omaggio finale al piacere della lettura, che ovviamente non vi sveleremo.
Claudio Morandini, docente di lettere in un liceo di Aosta, ha al suo attivo testi per teatro e radio, e altri due romanzi. Ma questa “Rapsodia su un solo tema” è di rara fascinazione. Raffinata architettura e profondità della riflessione contribuiscono a rendere ancor più piacevole il testo. L’autore mette la sua cultura musicale al servizio della limpidezza del racconto. E non è poco.

Nessun commento: