venerdì 3 ottobre 2008

"Le larve": le fonti, 9


È comprensibile che i ritratti, e in particolare gli autoritratti di Munch abbiano una buona fortuna come copertine di romanzi. Quegli sguardi sorpresi e stanchi, quei gesti rituali che rimandano a una rispettabilità incrinata potrebbero davvero raffigurare tutta la narrativa, dalla età dell’ottocento alla conclusione del novecento e oltre, tranne probabilmente l’epica del realismo socialista.
Da questo autoritratto giovanile, che per un attimo ho pensato di proporre come copertina, ho tratto, per connotare l’io narrante, la protervia dell'espressione, che sembra indice prima di tutto di una superiorità intellettuale più che di casta. Dietro a quel primo segno, però, si coglie uno sgomento sotterraneo, un lieve barcollare dello spirito, un mormorio di angoscia.

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