domenica 12 ottobre 2008

Nuovi linguaggi tra web e scuola: prove tecniche di contatto

Esplorando la rete
(Ecco la seconda parte del già citato articolo di prossima pubblicazione su "L'école valdôtaine"; il titolo è provvisorio)
Partiamo proprio dall’enunciazione di una difficoltà, nota, credo, a tutti i docenti di lettere: sovente questa pratica linguistica, che non è esclusiva del web, ma sul web prolifera, si infiltra nelle altre scritture, contamina gli appunti, compare sui compiti in classe, togliendo, ai nostri occhi, sensibilità alla precisione lessicale e alla correttezza grammaticale. Se poi ne seguiamo le tracce su internet, essa sembra rivelare un sistema di relazioni istantanee ma superficiali con il mondo, rivela anche e soprattutto ansia di mantenere aperto il contatto (anzi, una rete di contatti in cui la cosa più importante è comparire, più che dire), di sentire che l’altro (gli altri) ti conoscono, ti pensano, forse stanno per risponderti, forse lo faranno, perché non lo fanno ora?
L’iconicità della grafica, ormai inscindibile dal testo, l’uso avventuroso dei colori, della punteggiatura e di emoticon via via più sofisticati, rimediano alla limitatezza di lessico e sintassi, rendono più veloce il messaggio, riducono il rischio di equivoci. I segni visivi diventano didascalie di immediata lettura, che rassicurano sia chi legge, sia, soprattutto, chi scrive, esternandone e fissandone al di là di ogni dubbio le emozioni e le intenzioni.
Da quando è possibile aprire un numero praticamente infinito di blog gratuitamente e velocemente, tutti ne curano almeno uno, postano contributi, discutono degli argomenti più vari: ma quanti li leggono davvero, oltre agli autori? A scorrere rapidamente alcuni dei numerosissimi blog che affollano la rete, si scopre che pochissimi riescono davvero a emergere, e soprattutto a suscitare commenti; e pochissimi commenti diventano occasione di uno scambio non episodico di messaggi. Il blog sembra essere per sua natura autoreferenziale: il creatore del blog parla di sé, e ne parla a se stesso (se poi qualcuno legge, meglio, ma davvero esso sembra aver sostituito le pagine di un diario). Nel migliore dei casi, si alimenta una piccola comunità di amici con cui, più che il contenuto del messaggio, pare sia importante mantenere, anche solo con un emoticon e quattro punti interrogativi o esclamativi di fila, un contatto.
Anche nei forum, molti temi di discussione sono presto disertati o del tutto ignorati, e solo pochi di questi danno vita a confronti che, se troppo animati, diventano un affastellarsi di interventi fuori sincrono.

Nessun commento: