lunedì 27 ottobre 2008

Sintonie, 2: Riccardo Mantelli


Riccardo Mantelli indaga da anni le derive misteriose dei dati nell’etere (misteriose per tutti noi, assai meno per lui), insegue con ogni mezzo le dispersioni degli impulsi lungo tracciati obliqui. Da anni lavora con le imperfezioni, con gli scarti e gli errori, con i rumori di ogni colore, e ne fa oggetti sensati, gustabili esteticamente, se ne appropria con voluttà quasi, con golosità fanciullesca, e insieme con una ostinata lucidità professionale. Le sue ricerche, in cui indovini fondamenti di sociologia, architettura, linguistica applicata all'informatica, urbanistica, psicogeografia, endofisica, patafisica, diventano un vero e proprio girovagare, fatto di peregrinazioni, appostamenti, traiettorie browniane, deviazioni, tornanti, svolte a U, dita puntate su mappe algoritmiche, spazi hertziani, che offrono un senso geografico nuovo, nascosto, e consentono di appropriarsi dello spazio secondo coordinate nuove.
Riccardo esplora la città e le campagne alla ricerca di cose: oggetti, detriti, disturbi, basse frequenze, fantasmi elettromagnetici, pulsazioni misteriose (per noi, non per lui), cavi, e tubi, diagrammi, spazzatura, brandelli di conversazione captati per caso, linee pubbliche o segrete, fasci di luce, feticci, frammenti di codici generativi, prospettive di fili dell’alta tensione, turbine, rumori di fondo.
Nel corso di queste peregrinazioni riempie taccuini su taccuini di immagini, schizzi, macchie colorate, collage, ma soprattutto di frasi, che esprimono un forte desiderio comunicativo, la necessità di una condivisione, e per farlo usano un linguaggio che contamina le metafore auliche della poesia e il gergo informatico. Ci leggi un bisogno impaziente di conoscere, di insinuarsi, ma anche un’avversione a fissare, a catalogare, a legiferare sugli oggetti del suo interesse. L’estetica del disordine e della decostruzione si accompagna in lui a un sostrato epistemologico che rende le sue esperienze qualcosa di molto più della ricerca della bellezza nello strano da parte di un amateur dell’irregolare o dell’erratico: ci intuisci la contemplazione ammirata della complessità del mondo, e l’idea che a contare non siano la definizione ultima, la dimostrazione incontrovertibile, ma l’indagine in sé, il percorso accidentato, la scarpinata apparentemente svagata.

Riccardo Mantelli sta organizzando per sabato 8 novembre 2008, dalle 14 alle 21, un Open Studio Day: un'opportunità preziosa per visitare il suo studio ad Aosta e vedere da vicino i progetti ed i lavori presentati ai festival negli ultimi due anni.

Nessun commento: