sabato 18 ottobre 2008

"Le larve": le fonti, 10b


Mi scrive Fabiana, a proposito di Verga e dintorni:
"C'è un passo alla fine dell'introduzione ai Malavoglia che trovo interessantissimo: Chi osserva questo spettacolo non ha il diritto di giudicarlo; è già molto se riesce a trarsi un istante fuori del campo della lotta per studiarla senza passione, e rendere la scena nettamente, coi colori adatti, tale da dare la rappresentazione della realtà com'è stata, o come avrebbe dovuto essere.
Fra le maglie di questa dichiarazione di poetica si frammischia molto della genesi della tua ispirazione - ma questo lo sai, te lo dico da sempre. Questo tuo porre il lettore dall'altro lato del cannocchiale e questo tuo costringerlo in vari modi a sospendere il giudizio; questo tuo porre il fiato sul collo di chi non è immune alle passioni, ma che, se dotato di un intelletto un poco più fine, tenta disperatamente di ribellarsi a questo, al fine di uno - appunto - studio spassionato; questo tuo lasciare alla complessità delle cose e del sentire ogni posteriore ipotesi di causa - e ogni posteriore chiedersi se ne vale, poi, realmente la pena."

Io, indeciso se arrossire o gongolare, riporto.

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