lunedì 16 novembre 2009

Le fonti di "Nora e le ombre": Giovanni Bosco


Vi sono libri minori di grandi personalità che rivelano a volte lati insospettati dei loro autori. Così è per un manualetto dal titolo “La figlia Cristiana provveduta, per la pratica dei suoi doveri e degli esercizi di cristiana pietà” di Giovanni Bosco, che mi è giunto tra le mani in un’edizione SEI del 1944 (la ventinovesima!). Questo vivido catechismo, ben più di altre opere di maggiore impegno, come “Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù” del 1877 e i “Regolamenti” del medesimo anno, tradisce la persistenza di particolarissime ossessioni. Vediamo.
Nel primo capitolo, “Mezzi necessari ad una giovane per divenire virtuosa”, della prima parte, “Letture rituali e considerazioni”, si parte dalla consapevolezza della “predilezione di Dio per la gioventù” e si giunge a definire il concetto che “la salvezza dell’anima dipende ordinariamente dal tempo di gioventù” attraverso la pratica di varie virtù, la prima delle quali è “l’ubbidienza a’ propri genitori e superiori”, la seconda (nell’ordine di trattazione, naturalmente) è il “rispetto che dobbiamo alle chiese ed alle cose di religione”; seguono i consigli sulle “buone letture” e su come evitare le cattive. Fin qui, direi, nulla che faccia saltare dalla sedia.
Il secondo capitolo, “Mezzi di perseveranza”, contempla dapprima una serie di direttive sulle “cose che la giovane deve fare”: e qui gli accenni, che nel capitolo precedente parevano meri ritrovati retorici, al demonio tentatore e ai castighi eterni si fanno più insistenti, anche se non raggiungono ancora l’apice. “Anche nella vostra tenera età” scrive Bosco nel “Modo di comportarsi nelle tentazioni”, “o care giovani, il demonio vi tende lacci per farvi cadere in peccato, e così rendere l’anima vostra schiava di lui, e nemica di Dio. Perciò dovete stare bene attente per non soccombere quando siete tentate, ossia quando il demonio vi suggerisce di fare del male. Gioverà moltissimo a preservarvi dalle tentazioni il fuggire le occasioni, le conversazioni scandalose e i pubblici spettacoli, dove non c’è niente di bene e per lo più s’impara sempre qualcosa di male. Procurate di star sempre occupate nell’arte, nello studio, nel canto, nel suono, e quando non sapete che fare, adornate altarini, aggiustate immagini o quadretti, o andate a passar qualche tempo in onesto divertimento, ben inteso con licenza dei genitori. Procura, dice San Girolamo, che il demonio non ti trovi mai disoccupata.
“Quando poi siete tentate, non fermatevi aspettando che la tentazione prenda possesso del vostro cuore, ma fate subito qualche cosa per liberarvene, o per mezzo del lavoro, o per mezzo della preghiera. Se poi la tentazione continua, fate il segno della santa Croce, baciate qualche oggetto benedetto, dicendo: Maria, aiuto dei Cristiani, pregate per me: oppure: O Luigi santo, fate ch’io non offenda il mio Dio”.

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