giovedì 19 novembre 2009

Le fonti di "Nora e le ombre": Giovanni Bosco, 3


Segue, ne “La figlia Cristiana provveduta" di Giovanni Bosco, il paragrafo su come “conservare la bella virtù”, cioè “la virtù regina, la virtù angelica, la santa purità”, che rende “simili agli Angeli di Dio nel Cielo… le giovanette le quali la possiedono”. Per preservarla si raccomanda “la ritiratezza”, e per “prevenire gli assalti del demonio” si richiama alla memoria “l’avviso del Salvatore che dice: Questo genere di demoni, ossia le tentazioni contro la purità, non si vincono se non col digiuno e colla preghiera”. Altri paragrafi trattano la “Divozione a Maria Santissima”, gli “Avvertimenti per le giovani ascritte a qualche Congregazione od Oratorio”, la “Scelta dello stato” delle giovani.
La piccola demonologia ad uso delle giovanette di Giovanni Bosco prosegue e si incrementa nel sottocapitolo titolato “Cose che la giovane deve fuggire”. Nel paragrafo “Fuga dell’ozio” si legge: “Il laccio principale che il demonio tende alla gioventù è l’ozio, sorgente funesta di tutti i vizi. (…) Non v’è cosa che tormenti maggiormente i dannati nell’inferno, che il pensiero di aver passato in ozio quel tempo che Dio aveva loro dato per salvarsi. Al contrario non v’è cosa che tanto consoli i beati in Paradiso, quanto il pensare che un po’ di tempo impiegato per la gloria di Dio procacciò loro un bene eterno”. Certo, non si può trascorrere le giornate “senza nessun sollievo”: e Bosco concede “volentieri quei divertimenti che non sono peccati”: a patto di “fuggire come la peste le cattive compagne”.
Costoro sono l’argomento del successivo paragrafo, “Fuga dalle cattive compagne”. Appurato che vi sono tre tipi di compagne: le buone, le cattive, le così così; e appurato che trattenersi con le prime è vantaggioso, e con le ultime può non essere dannoso se si agisce “senza contrarre familiarità”, “si devono assolutamente fuggire” le cattive. “Tutte quelle giovani, le quali in vostra presenza non arrossiscono di fare discorsi osceni, di proferire parole equivoche o scandalose, mormorazioni, bugie, spergiuri, imprecazioni, bestemmie, oppure cercano di allontanarvi dalle cose di chiesa, vi consigliano a rubare, a disubbidire ai vostri genitori o a trasgredire qualche dovere, tutte costoro sono compagne cattive, ministre di Satana, dalle quali dovete guardarvi più che dalla peste e dal diavolo stesso. Ah! mie care, colle lacrime agli occhi io vi supplico di fuggire ed aborrire simili compagnie!”.
Come disse il Signore, “guardati dal cattivo compagno come dal morso di un serpente velenoso: quasi a facie colubri (Eccl., XXI, 22)”. Si cammini con le virtuose, non con le bacate, e se ce n’è poche o punto in giro per il mondo si stia pure sole, in compagnia di Gesù Cristo, della Beata Vergine, del proprio Angelo Custode.

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