domenica 22 novembre 2009

Le fonti di "Nora e le ombre": Giovanni Bosco, 4


Quei medesimi concetti vengono ribaditi nei seguenti “Evitare i cattivi discorsi”, “Evitare lo scandalo”, “Eviatre le cattive letture”, ed “Evitare gli spettacoli cattivi” (questi ultimi sono aggiunte postume dei curatori de “La figlia cristiana”, tratte da altri scritti dello stesso Bosco).
Ancora più lugubri, compiaciutamente lugubri (e dunque minacciose e spaventevoli per le giovanissime lettrici) ci paiono le “Sette considerazioni per i giorni della settimana”, letture spirituali propedeutiche che conchiudono il secondo capitolo. La meditazione di domenica, “Fine dell’uomo”, così suona: “Considera, o figliola, che questo tuo corpo, quest’anima tua ti furono dati da Dio senza alcun tuo merito, col crearti Egli a sua immagine. (…) Sicché non sei al mondo solamente per godere, né per farti ricca, né per mangiare, bere e dormire come le bestie; il tuo fine è di gran lunga più nobile e più sublime: il tuo fine è amare e servire il tuo Dio, e salvarti l’anima. (…) Se salvi l’anima, tutto va bene, e godrai per sempre; ma se la sbagli, perderai anima e corpo, Dio e Paradiso, e sarai per sempre dannata. Non imitare quelle disgraziate che vanno illudendosi col dire: Fo questo peccato, ma dopo me ne confesserò. Non ingannare in tal modo te stessa: Dio maledice colui che pecca colla speranza del perdono: Maledictus homo qui peccat in spe. Ricordati che tutti quelli che sono all’inferno, avevano speranza di emendarsi poi, e intanto si sono eternamente perduti”. E così via.
Il lunedì si medita su “Il peccato mortale”. “Chi pecca, dice col fatto al Signore: Va’ lontano da me, io non ti voglio più obbedire, non ti voglio più servire, non ti voglio più riconoscere per mio Signore: Non serviam. Il mio Dio è quel piacere, quella vendetta, quella collera, quel discorso cattivo, quella bestemmia. Si può immaginare un’ingratitudine più mostruosa di questa?”.
Ed ecco, in prosopopea, la risposta del Signore, sdegnatissimo: “Figlia, io ti creai dal niente, ti diedi quanto hai presentemente, ti feci nascere nella vera Religione, ti feci fare il Santo Battesimo. Potevo lasciarti morire quando eri in peccato: ti conservai in vita per non mandarti all’inferno: e tu, dimenticando tanti benefizi, vuoi servirti di questi stessi miei doni per offendermi?”.

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