domenica 3 agosto 2008

"Ostriche": la prima pagina

UNA DONNA (nervosamente disinvolta o disinvoltamente nervosa) Ecco, io… io ci tenevo a quell'appuntamento. A far bella figura, a piacere. Voglio dire, non ho ancora quarant'anni, avrò pure diritto a dire di sì a un uomo che mi chiede con molta gentilezza di uscire a cena con lui in un localino molto carino che… Mi piaceva quell'uomo? Era il tipo capace di citare almeno dieci titoli di libri di successo con tanto di numero di pagine. Per me, una garanzia di interessi culturali. Ho sempre apprezzato queste cose. Poi, un modello. Voglio dire, un fotomodello, impeccabile nell'indossare un vestito. Però anche con lo sguardo intelligente. Con i calzini giusti. Con i denti dritti. La fossetta nel mento. Altre due fossette ai lati della bocca. Fossette dappertutto, insomma. E non avrei dovuto accettare di uscire con lui? Voglio dire, non ho ancora quarant'anni! Quando mi guardo allo specchio… be', oddìo, non lo faccio così spesso… ogni tanto… quando mi guardo allo specchio… nuda, sì, perché? Chi non lo fa? Giusto chi ha qualcosa da nascondere, tipo pance prominenti, cicatrici di operazioni, che ne so? Io per fortuna sono un grissino. Ecco, quando mi guardo nuda allo specchio, a casa mia voglio dire, mica nelle vetrine dei negozi, e chi non lo fa? Giusto i deformi, i lebbrosi. Io per fortuna non ho più neanche i brufoli… Allora, quando sto davanti a uno specchio nuda mi dico: be', ragazza mia, perché non ci dai dentro un po' di più con questo corpicino? Questo mi dico. Non che sia una gran frase. Ma al mio corpo so io cosa gli piace sentirsi dire. Cose così. E allora, allora, non dovrei uscire con quell'uomo? Al ristorante mi ha portato, mica in un cinema porno. Un ristorante semplice ma raffinato, pieno di cosine dappertutto, tipo marmotte e draghi cinesi. Il cameriere: un tipo così gentile! Ma che me ne importava? Davanti a me c'era lui, seduto in posizione impeccabilmente eretta, non un ricciolo fuori posto, e tutte quelle fossette! Le mani incrociate con molta eleganza… i gomiti mica appoggiati alla tavola, no, non sia mai! Sollevati di circa cinque millimetri! Era così perfetto! Voglio dire, non ho ancora quarant'anni! Voglio dire, nemmeno trentanove. E allora ero lì, davanti a quell'angelo, e pensavo, pensavo… Pensavo disperatamente a cosa potevo dire! Di carino, di spiritoso. Non troppo, che lui magari pensava che ero una che poi subito dopo ci stava… Che in effetti non sapevo ancora cosa sarebbe successo. Voglio dire… No, non voglio dire che non ho ancora quarant'anni. Voglio dire che io faccio quel che mi piace fare, perché non devo rendere conto a nessuno. Sono una donna libera, io. Terribilmente libera, purtroppo… E lui era lì, che parlava, parlava… Di tutto, e così bene… Lo faceva per impressionarmi, me ne rendevo conto. Eppure ci cascavo! Era così bello, così arguto quel che diceva, così interessante, così… commovente. Commovente è la parola giusta. Avevo quasi le lacrime agli occhi. Gliel'ho anche detto, che lo trovavo commovente. Ma lui ha fatto una faccia strana, e si è bloccato. Eppure raccontava così bene quella storiella di quel tal comico ebreo! Lo adoravo, anche in quel momento di imbarazzo. Perché lo turbavo, era evidente… Voglio dire, non sarò Miss Universo, ma in compenso nemmeno un fenomeno da baraccone tipo donna barbuta. Una via di mezzo, ecco cosa sono. Più verso Miss Universo, comunque. Spero. Eh, eh… E cosa ordiniamo allora? fa lui guardando il cameriere che era lì ad aspettare da un'ora. Non saprei, faccio io con il tono più disinvolto che conosco. Veda un po' lei… cioè, tu, faccio. Mi sentivo così disinvolta… E lui, dopo averci pensato su in un modo così carino che ancora un po' e mi scioglievo di tenerezza sulla sedia, fa: Ostriche...
("Ostriche", dai "Primi monologhi", 1995, tutti i diritti riservati; inserito nello spettacolo "L'amore è bello vicino a te", cfr. http://www.cristianavoglino.it/spettacoli/spettacoli_at/l)

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