venerdì 8 agosto 2008

"Le larve": ancora un po' di rassegna stampa

Claudio Morandini non può essere certo considerato un principiante, non tanto per il fatto che "Le larve" è il suo secondo romanzo - pubblicato da Pendragon dopo "Nora e le ombre", edito da Palomar -, ma soprattutto perché la sua prosa è straordinariamente consapevole, coerente, ricchissima.
La quarta di copertina di Le larve è più generosa rispetto al risvolto di copertina del precedente romanzo dove Morandini si profilava, con una sintesi spiazzante e indicativa della sua innata e ben coltivata capacità di dosare ellissi e suggerire allusioni, così: vive ad Aosta, non crede ai fantasmi - se si pensa che Nora e le ombre è stato definito una ghost story... Sappiamo ora che ha scritto commedie per la radio e monologhi per il teatro, e che il suo racconto "Le dita fredde" è stato inserito nell'antologia italoamericana "Santi - Lives Of Modern Saints" (Black Arrow Press). Raccogliendo poi l'implicito, allettante invito ad andare un po' più a fondo nella sua biografia, scopriamo che insieme all'amico Luca Dipierro, anch'egli scrittore, cura un blog dove quotidianamente vengono pubblicati racconti, abbozzi, romanzi di poche righe, feuilleton, dialoghi, soggetti, sceneggiature e storie, rivelando una sorprendente versatilità.
"Lo scrittore dovrebbe cercare di non far sentire troppo la propria presenza", postilla Morandini che, coerente col proprio intento, ne Le larve si diletta a celarsi in modo del tutto originale, ossia giocando continuamente e sapientemente con l'orizzonte d'attesa del lettore che si troverà di fronte a personaggi smascherati, quasi violati, nei loro più intimi recessi, e avrà l'impulso, apparentemente incoraggiato dallo stesso autore, ora a indignarsi ora a impietosirsi, ora a condannare ora ad assolvere.
D'altronde "Le larve" è sì una saga familiare intrisa di atmosfere gotiche, ma è anche e soprattutto un lucido e vivace trattato su passioni e istinti. I personaggi vengono descritti, con freddo distacco, in balìa delle proprie pulsioni - e proprio per questo spesso paragonati ad animali - ottenendo così un duplice effetto: sospendere il giudizio del lettore - aspetto questo regolato con rara maestria - e far emergere il lato goffo e grottesco degli stessi personaggi in momenti di irresistibile ironia.
Claudio Morandini si conferma con "Le larve" attento e sensibile osservatore di una realtà vorticosa, che non smette mai di rivelare i suoi aspetti più inquietanti, nonché scrittore raffinato, ben lontano dai facili ammiccamenti al pubblico ai quali purtroppo non di rado la narrativa emergente ci ha abituati; dotato dell'infrequente capacità di rivolgersi con successo tanto ai lettori più navigati quanto ai neofiti amanti della parola scritta.

(Fabiana Piersanti, su http://www.lettera.com)

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