lunedì 4 agosto 2008

"Le larve": un po' di rassegna stampa

Mai copertina fu più azzeccata, anche se potrebbe inquietare, non piacere. Dalla terra emergono volti femminilie maschili con espressioni differenti - severità, furbizia, cattiveria, stupore, sorriso sornione - simili a larve, a insetti che sbucano dalla superficie smossa, trascinandosi dietro tutti i loro segreti, i loro misteri, le bugie, le malefatte, gli intrighi e i lati in ombra. Il secondo romanzo di Claudio Morandini tratta proprio questi temi. L'autore si addentra in una saga familiare legata alla coltivazione della terra, ai possedimenti, ai raccolti, ad un'intera generazione di agricoltori e operai che hanno sopportato strenuamente i comandi di un padrone severo e crudele, una figura ancora capace di intimorire, seminando panico, con la sola forza del ricordo. Notevole lo stile di Morandini, ricco il linguaggio, intimo lo stile, forti le immagini che emergono prepotenti, intensa e viva la prosa. Sembra l'opera (e probabilmente lo è in tutti i sensi) di uno scrittore maturo, che stringe tra le mani le armi del mestiere con sicurezza, e che naviga in tranquillità anche tra le rapide. Una sorpresa, molto più che piacevole, per gli amanti dei romanzi a tinte fosche dove storia, giallo e passione si intrecciano perfettamente.

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Dopo "Nora e le ombre" Claudio Morandini ritorna in libreria con un nuovo romanzo che conferma le sue capacità di narratore e ribadisce la sua inclinazione per il mistero e la rappresentazione del male. Le letture di Hoffmann e di Poe non sono passate invano per questo scrittore raffinato che nel nuovo libro, "Le larve" edito da Pendragon, esplora il sottosuolo. Ma non è il "sottosuolo dell'anima" dell'uomo di Dostojevski: è davvero la terra - umida, grassa - dove riposano le larve di insetti che dopo avere divorato i raccolti dalla parte delle radici, escono per una breve stagione a distruggerli anche dalle parte delle foglie, deporre le uova e morire. Ben più tormentata è la vita delle larve umane che gravitano intorno alla casa e ai suoi profondissimi sotterranei. C'è un capostipite che ha frequentato tutte le infamie, c'è il protagonista che cresce per assomigliargli, c'è un doppio metà sicario metà capro espiatorio, c'è una donna che impazzisce per amore, c'è un ciarlatano che forse è un vero santone, c'è un padre che per essere cattivo come non riesce a essere si circonda di amicizie pericolose, c'è un bambino che fa svanire le paure guardandole fisse e scoprendo di che cosa sono fatte. Claudio Morandini con "le Larve" ha scritto il romanzo di formazione di un licantropo. Il destino del protagonista resta aperto: tra l'uscita dal labirinto della paura per mano a una moglie normale e a un figlio assennato e il richiamo oscuro di un antico ritratto o di quello che ne resta.
(Giulio Cappa nel servizio televisivo andato in onda il 2 luglio 2008 sul TG3 Valle d'Aosta)

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In un grandioso palazzo sperduto tra oscuri boschi e paludi nebbiose dimora un'agiata famiglia che deve tutte le proprie ricchezze al loro patriarca ormai defunto, un uomo meschino e arrogante che fece della malvagità il proprio credo. Anche a distanza di anni dalla morte del vecchio "nonno" il suo potere e la sua fama continuano ad influenzare la vita di figli e nipoti. Tradimenti, misteri, tresche amorose, incesti e perfino omicidi... non manca nulla in questa malsana comunità.Mai una saga famigliare era stata così appassionante come quella narrata in "Le larve", un piccolo capolavoro creato dal talentuoso Claudio Morandini. Una prosa elegante e raffinata, quasi barocca, accompagna il lettore in una storia avvincente che strizza l'occhio al gotico, al grottesco, al noir, ma anche alla commedia. Un libro arguto, scritto con grande intelligenza, che meriterebbe, senza esagerare, una diffusione planetaria! Da leggere assolutamente.Voto: 9

(Alessandro Balestra, su www.scheletri.com)

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